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Gatwick: seconda pista dopo il no al ricorso

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Gatwick: seconda pista dopo il no al ricorso
Photo: Joel Filipe · Unsplash
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Il progetto da 2,2 miliardi di sterline per la seconda pista dell'aeroporto di Gatwick ha superato l'ultimo ostacolo legale il 4 agosto 2026, dopo che la Corte d'Appello ha respinto il ricorso contro la sentenza dell'Alta Corte che aveva dato il via libera al progetto.

Il progetto, approvato dal Segretario ai Trasporti Heidi Alexander nel settembre 2025, consentirà circa 100.000 voli in più all'anno nel secondo aeroporto britannico per traffico.

Comporta il riposizionamento della pista di emergenza per voli a corto raggio di routine, gestendo circa 13 milioni di passeggeri in più all'anno.

Attualmente uno degli aeroporti a pista singola più trafficati al mondo, Gatwick punta a rendere operativa la nuova pista entro il 2030.

Pierre-Hugues Schmit, amministratore delegato di Gatwick, ha dichiarato di essere molto soddisfatto che la sentenza abbia concluso un processo di pianificazione e legale durato otto anni, aggiungendo che ogni aspetto è stato attentamente testato e scrutinato.

Il Segretario ai Trasporti Heidi Alexander ha definito la decisione una tappa fondamentale, affermando che i voli aggiuntivi daranno ai vacanzieri maggiore scelta e rafforzeranno i collegamenti globali. Ha inoltre sottolineato un investimento di 219 milioni di sterline nella produzione di carburante verde per ridurre le emissioni dell'aviazione.

Peter Barclay, presidente della Gatwick Area Conservation Campaign che ha presentato il ricorso, ha espresso delusione. Ha avvertito che l'espansione aeroportuale bloccherà gli impatti climatici, acustici e di inquinamento atmosferico e danneggerà le comunità locali.

Luton Rising ha annunciato che tutti i ricorsi legali contro la sua espansione sono stati ora respinti, con la Corte Suprema che ha respinto un ultimo appello. Il progetto mira ad aumentare la capacità annuale da 19 milioni a 32 milioni di passeggeri entro la metà degli anni 2040, creando fino a 11.000 posti di lavoro e generando fino a 1,5 miliardi di sterline aggiuntive in attività economica annuale, con severi controlli su rumore ed emissioni.

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