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Google Earth AI genera immagini false: timori disinformazione

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Google Earth AI genera immagini false: timori disinformazione
Photo: Logan Voss · Unsplash
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Google Earth ha lanciato il 31 luglio 2026 un nuovo generatore di immagini AI sulla sua versione web, disponibile a livello globale, che consente agli utenti di creare immagini che distorcono la realtà a partire da immagini satellitari, aeree e 3D con semplici prompt testuali. La funzione, chiamata Nano Banana 2, ha subito sollevato preoccupazioni per il suo potenziale di generare disinformazione convincente, come dimostrato dal ricercatore Henk van Ess di Digital Digging, che ha prodotto immagini raffiguranti rifugiati vicino al confine messicano e un cratere di bomba vicino a un ospedale a Gaza.

Gli esperimenti di van Ess evidenziano come lo strumento possa fabbricare scene che sembrano autentiche viste satellitari, potenzialmente fuorviando gli spettatori. Google ha risposto a queste dimostrazioni sottolineando il suo impegno a combattere la disinformazione, affermando che ogni immagine creata con Nano Banana in Google Earth include una filigrana digitale SynthID. L'azienda consiglia agli utenti di verificare le immagini sospette chiedendo all'app Gemini o utilizzando Lens in Search per controllare se sono state generate da AI, e suggerisce anche di usare il tag "@verifyai" in Gemini.

Van Ess raccomanda ulteriori passaggi di verifica, come confrontare le immagini con altre piattaforme satellitari come Sentinel-2 o Landsat, e controllare i dati orbitali, inclusi l'ora di acquisizione dichiarata e l'identità del satellite. Nonostante queste salvaguardie, la filigrana può essere mancata o aggirata; Digital Digging è riuscito a ingannare il rilevatore AI di Hive con un video alterato da Google Earth, sottolineando la difficoltà di identificare in modo affidabile i contenuti sintetici.

Il blog di Google presenta Nano Banana 2 come uno strumento per visualizzare siti storici e progetti immobiliari, ma la sua capacità di generare immagini realistiche ma false comporta rischi per la diffusione di disinformazione. Il lancio globale della funzione sulla versione web di Google Earth segna un'espansione significativa della manipolazione delle immagini basata sull'AI accessibile al pubblico, sollevando interrogativi sull'integrità delle informazioni geospaziali.

L'incidente con le immagini di Digital Digging, condivise sui social media, illustra la facilità con cui lo strumento può essere utilizzato per creare contenuti ingannevoli. Mentre alcuni output, come un ibrido tra la Sfinge e la Statua della Libertà, sono chiaramente falsi, altri potrebbero essere abbastanza credibili da ingannare gli spettatori, secondo van Ess. L'affidamento su filigrane e strumenti di rilevamento AI potrebbe non essere sufficiente, come dimostrato dal fallimento del rilevatore di Hive in un caso.

In futuro, l'efficacia dell'ecosistema di verifica di Google sarà messa alla prova mentre gli utenti esplorano i confini di questa tecnologia. La combinazione di filigrane SynthID, controlli Gemini e verifica manuale con altri dati satellitari fornisce un approccio a più livelli, ma il potenziale di abuso rimane una preoccupazione.

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