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MAVEN della NASA rivela che il ciclo di Dungey guida le aurore su Marte

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MAVEN della NASA rivela che il ciclo di Dungey guida le aurore su Marte
Photo: nader saremi · Unsplash
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Gli scienziati della NASA hanno scoperto che un processo simile a quello che crea le aurore sulla Terra genera anche alcuni tipi di aurore su Marte, ma su scala molto più piccola. La scoperta, pubblicata su Nature Communications, rivela che una versione in miniatura del ciclo di Dungey—un meccanismo che coinvolge la riconnessione magnetica che energizza le particelle cariche—si verifica sopra i forti campi magnetici crostali di Marte. Questo processo era noto in precedenza per guidare le aurore terrestri, ma il suo ruolo su Marte non era stato completamente compreso fino ad ora.

La scoperta influisce sulla nostra comprensione dell'atmosfera di Marte e della sua interazione con il vento solare. A differenza della Terra, che ha un campo magnetico globale generato dal suo nucleo, Marte ha campi magnetici localizzati nella sua crosta, resti di un antico campo globale scomparso miliardi di anni fa. Questi campi crostali creano piccole magnetosfere dove può verificarsi il ciclo simile a quello di Dungey, inviando elettroni nell'atmosfera per produrre aurore. Lo studio ha utilizzato i dati della navicella spaziale MAVEN della NASA, che ha orbitato Marte dal 2014 fino alla conclusione della sua missione nel giugno 2025 dopo una perdita di segnale nel dicembre 2024.

Questa scoperta è importante perché spiega come gli elettroni vengono energizzati per creare aurore marziane, una domanda che aveva sconcertato gli scienziati. Dimostra anche che il ciclo di Dungey può operare sia su larga che su piccola scala, suggerendo che potrebbe verificarsi altrove nel sistema solare. Comprendere questo processo aiuta gli scienziati a imparare come l'ambiente solare influenzi Marte, il che è cruciale per pianificare future missioni robotiche e con equipaggio sul Pianeta Rosso.

Lo studio è stato guidato da Shaosui Xu dell'Università della California, Berkeley, che ha notato che l'ultimo pezzo del puzzle è arrivato dai dati dello strumento STATIC di MAVEN, che ha misurato i flussi di plasma. La ricerca ha anche utilizzato il Magnetometro e l'Analizzatore di Elettroni del Vento Solare per determinare le configurazioni magnetiche e le correnti elettriche. La missione MAVEN, parte del Programma di Esplorazione di Marte della NASA, è gestita dal Goddard Space Flight Center, con il ricercatore principale presso l'Università del Colorado Boulder.

I prossimi passi includono ulteriori analisi dei dati di MAVEN per scoprire ulteriori approfondimenti sull'evoluzione di Marte e le sue differenze dalla Terra. I risultati informano anche le missioni future migliorando le previsioni di come le tempeste solari influenzano l'atmosfera marziana.

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