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La modellazione dei contatti basata su AlphaFold3 consente un editing preciso delle basi del DNA

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La modellazione dei contatti basata su AlphaFold3 consente un editing preciso delle basi del DNA
Photo: Indra Projects · Unsplash
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I ricercatori hanno sviluppato un nuovo metodo per l'editing preciso delle basi del DNA integrando la modellazione dei contatti basata su AlphaFold3, secondo uno studio pubblicato su Nature. L'approccio consente un targeting più accurato dei cambiamenti a singolo nucleotide nel genoma, il che potrebbe migliorare la terapia genica e la ricerca genetica.

La tecnica interessa scienziati e clinici che lavorano sull'editing del genoma, in particolare quelli che utilizzano editor di basi per correggere mutazioni che causano malattie. Prevedendo in modo più affidabile le interazioni proteina-DNA, il metodo riduce le modifiche fuori bersaglio, rendendo i trattamenti più sicuri ed efficaci.

Questo è importante perché gli attuali strumenti di editing delle basi possono modificare inavvertitamente siti di DNA non desiderati, limitando il loro potenziale terapeutico. Il nuovo approccio di modellazione migliora la precisione, accelerando potenzialmente lo sviluppo di terapie geniche per disturbi genetici.

Lo studio, pubblicato il 12 febbraio 2025, ha coinvolto ricercatori di più istituzioni. Hanno utilizzato AlphaFold3 per modellare la struttura delle proteine editrici di basi legate al DNA, prevedendo i punti di contatto che determinano l'accuratezza dell'editing. Il metodo ha raggiunto un tasso di successo del 90% nel targeting di basi specifiche in cellule umane, rispetto al 70% con la progettazione convenzionale.

I lavori precedenti sull'editing delle basi, riportati per la prima volta nel 2016, hanno affrontato sfide con effetti fuori bersaglio. Questo nuovo passo di modellazione si basa sulle previsioni della struttura proteica di AlphaFold, che hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica nel 2024.

I prossimi passi includono testare il metodo in modelli animali e, infine, in studi clinici sull'uomo. I ricercatori prevedono anche di adattare l'approccio per altri strumenti di editing del genoma, come gli editor primi, per espandere le sue applicazioni.

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