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Gli scienziati individuano prove di 2 enormi stelle compagne che sono esplose

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Gli scienziati individuano prove di 2 enormi stelle compagne che sono esplose
Photo: SpaceX · Unsplash
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Gli astronomi hanno identificato prove di due massicce stelle compagne che sono entrambe esplose come supernove, un fenomeno mai osservato prima. La scoperta, basata sui dati del telescopio spaziale Hubble della NASA e di altri osservatori, rivela una coppia di resti stellari che si allontanano l'uno dall'altro ad alta velocità, suggerendo che un tempo facevano parte di un sistema binario terminato con esplosioni gemelle.

Gli oggetti interessati sono due stelle di neutroni—i nuclei ultra-densi lasciati dopo le supernove—situate nella galassia M81, a circa 11,5 milioni di anni luce dalla Terra. Il loro moto e le nuvole di detriti circostanti indicano che hanno avuto origine dallo stesso vivaio stellare e sono esplose entro pochi milioni di anni l'una dall'altra. Questo è importante perché sfida i modelli esistenti dell'evoluzione delle stelle binarie, che tipicamente prevedono che solo una stella in una coppia esploda, mentre l'altra collassi in un buco nero o diventi una nana bianca.

Dati specifici dello studio, pubblicato su Nature il 12 febbraio 2025, mostrano che le stelle di neutroni si muovono a circa 1.000 chilometri al secondo, con una che trascina una coda di gas caldo. Il team, guidato da ricercatori dell'Università della California, Berkeley, ha utilizzato l'Osservatorio a raggi X Chandra e il Very Large Array per confermare che gli oggetti sono stelle di neutroni, non buchi neri.

Contesto: I sistemi binari sono comuni, ma fino ad ora non era stata trovata alcuna coppia confermata di progenitori di supernova. Ricerche precedenti avevano individuato singole stelle di neutroni o buchi neri, ma mai due che fossero entrambe esplose. La scoperta è stata resa possibile confrontando immagini d'archivio che coprono 20 anni, che hanno rivelato il rapido moto delle stelle.

Prossimi passi includono ulteriori osservazioni con il telescopio spaziale James Webb per studiare la composizione chimica dei detriti e perfezionare i modelli di come tali sistemi si evolvono. I risultati potrebbero anche aiutare a spiegare l'origine delle stelle di neutroni in rapido movimento e il tasso di supernove nell'universo.

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