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Neuroni dell'orexina sostengono la motivazione nei ratti

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Neuroni dell'orexina sostengono la motivazione nei ratti
Photo: Dmytro Vynohradov · Unsplash
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Ricercatori dell'Università di Nagoya, in Giappone, hanno identificato un meccanismo cerebrale che aiuta a sostenere la motivazione quando le sfide aumentano. Il loro studio, pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America (PNAS) il 5 agosto 2026, mostra che i neuroni dell'orexina svolgono un ruolo cruciale nel mantenere il comportamento motivato.

Queste scoperte hanno implicazioni per la comprensione di condizioni come depressione, dipendenza e ADHD, in cui la perdita di motivazione è comune. Il team di ricerca, guidato dal professore associato Hiroyuki Mizoguchi e dal professore emerito Kiyofumi Yamada della Graduate School of Medicine, si è concentrato sui neuroni dell'orexina, che regolano anche sonno, appetito e dispendio energetico.

Questa scoperta è significativa perché gli scienziati non hanno ancora compreso appieno i processi cerebrali alla base delle difficoltà motivazionali. Lo studio fornisce un potenziale meccanismo attraverso il quale il cervello collega le aspettative di ricompensa allo sforzo richiesto, offrendo un nuovo bersaglio per affrontare i deficit motivazionali.

Utilizzando ratti geneticamente modificati "orexina-Cre", il team ha manipolato i neuroni dell'orexina con tecniche chemogenetiche e optogenetiche. Nei test a rapporto progressivo, i ratti con neuroni dell'orexina attivati hanno raggiunto breakpoint più alti, mostrando una maggiore disponibilità a lavorare per ricompense alimentari. Al contrario, i ratti con neuroni dell'orexina degenerati avevano breakpoint più bassi, indicando una ridotta motivazione. La fotometria a fibre ha rivelato che l'attività dei neuroni dell'orexina aumentava durante l'anticipazione della ricompensa e diminuiva dopo la consegna della ricompensa, ma rimaneva alta quando le ricompense attese venivano trattenute, e si intensificava con maggiori richieste di sforzo.

Studi precedenti suggerivano che i neuroni dell'orexina influenzano la motivazione, ma il loro ruolo specifico non era chiaro. Gli studi precedenti utilizzavano tipicamente topi, ma i ratti offrono capacità di apprendimento più forti per compiti complessi. Il nuovo modello di ratto ha superato le sfide tecniche nel targeting di questi neuroni. La soppressione optogenetica dei neuroni dell'orexina ha ridotto il comportamento motivato, mentre l'attivazione non ha ulteriormente aumentato la motivazione, suggerendo che questi neuroni sono necessari ma non sufficienti per aumentare la spinta oltre i livelli normali.

I ricercatori prevedono di esaminare i circuiti cerebrali che comunicano con i neuroni dell'orexina. Una comprensione più chiara potrebbe portare a nuovi approcci per il trattamento dei disturbi motivazionali. Lo studio è stato sostenuto da sovvenzioni tra cui 22K19749, 23K27360 e 23H02669 della Japan Society for the Promotion of Science, insieme a finanziamenti da organizzazioni come la SENSHIN Medical Research Foundation e AMED (JP21wm0425014).

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