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Nuovo enzima inverte i danni dell'invecchiamento in campioni di tessuto umano

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Nuovo enzima inverte i danni dell'invecchiamento in campioni di tessuto umano
Photo: Logan Gutierrez · Unsplash
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Gli scienziati hanno sviluppato un enzima ingegnerizzato in grado di invertire un segno chiave dell'invecchiamento nei tessuti umani, aprendo potenzialmente la porta a nuovi trattamenti anti-età. L'enzima prende di mira un tipo di danno proteico che si accumula nel tempo, simile al pane che diventa marrone in un tostapane, e ha dimostrato di ridurre questo danno fino al 70% in campioni di pelle donata.

La ricerca, riportata da diverse fonti tra cui The New York Times e Phys.org, si concentra su una forma di invecchiamento proteico che i chimici paragonano all'imbrunimento del pane. Questo danno si accumula nei tessuti umani per decenni ed è considerato un marker ostinato dell'invecchiamento. Il nuovo enzima è stato progettato specificamente per cancellare questo danno e, nei test su campioni di tessuto umano, ha invertito più della metà del danno accumulato.

Questa scoperta è importante perché suggerisce che una causa dell'invecchiamento potrebbe essere reversibile a livello molecolare. Mentre le rughe e altri segni visibili dell'invecchiamento vengono spesso trattati cosmeticamente, questo approccio prende di mira il danno proteico sottostante. L'enzima è stato testato sulla pelle donata, indicando potenziali applicazioni per l'invecchiamento cutaneo, ma le implicazioni potrebbero estendersi ad altri tessuti.

I numeri specifici dello studio mostrano che l'enzima ha ridotto il marker dell'invecchiamento fino al 70% nei campioni di tessuto umano. La ricerca è stata condotta da ingegneri enzimatici che hanno progettato la proteina per affrontare specificamente questo tipo di danno. Il lavoro si basa su precedenti conoscenze su come le proteine si degradano nel tempo, portando al declino legato all'età.

Guardando al futuro, i risultati suggeriscono che approcci simili basati su enzimi potrebbero essere sviluppati per affrontare altre forme di danno legato all'età. Sebbene la ricerca sia ancora in fase iniziale, indica un futuro in cui l'invecchiamento potrebbe essere rallentato o parzialmente invertito a livello cellulare. Saranno necessari ulteriori studi per determinare se l'enzima funzioni in modo sicuro negli organismi viventi e se possa essere tradotto in trattamenti per l'uomo.

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